Ciao, sono Daniela e molto tempo fa questa pagina aveva un senso. Era una pagina di presentazione un po’ kitsch che parlava di me e delle cose che mi piacciono. Poi nel tempo ha iniziato a starmi larga. Sì sì, no stretta… larga, grande come una stanza piena di cose che parlano di te ma che tu vorresti vedere vuota perchè così, e solo così, nessuno saprebbe che esisti.
Questo bel cagnolotto qui di è proprio il motivo per cui questa pagina è stata svuotata. Si chiamava Adone. Fino a che c’era lui, c’ero anche io, in qualche modo. Poi se ne è andato. Anzi, io l’ho dovuto accompagnare all’uscita dopo 16 anni insieme.
Io l’ho amato con tutto il cuore che avevo. E siamo stati tanto insieme, proprio tanto, in una soffitta che non è bella, è piccola e stretta e piena di roba, ma siamo stati insieme tutto il giorno: sempre. Abbiamo dormito abbracciati, abbiamo passeggiato, mangiato insieme sul letto, abbiamo guardato film noiosi che piacevano solo a me e Harry Potter che piaceva tanto a lui.
Adone è l’unico che è rimasto mentre tutto intorno e dentro di me andava in pezzi. Per questo io davvero qui non so che dire, sono andata da qualche parte, perduta in qualche posto che non ho nessuna intenzione di cercare. Ma resta questo spazio virtuale che parla di me, in qualche modo anche di Adone, di quello che ero quando c’era ancora lui e di quello che è rimasto dopo.
Quindi non ho nuovi tramonti da mostrarti, nuove albe da scoprire, ma tu puoi fare la cosa più bella di tutte: uscire dalla porta, e cercare un orizzonte, uno sprazzo di cielo, un paesaggio. Esci ora, adesso, chiudi il display, esci e respira.
Io ti saluto così, con l’ultima volta in cui sono partita, molto tempo fa, il cielo era stato nero per tutto il tempo ma alla fine si è illuminato e mi hanno fatto questa foto mentre guardavo l’ultima volta il Lago pensando che non ci sarei tornata per molto tempo. Avevo ragione.
Ti abbraccio, ovunque tu sia, chiunque tu sia, in questo etere che separa da tutti, e avvicina solo chi è solo …qualche volta.
...fu come un gelo, un naufragio, una nausea del cuore...
E.A.Poe - La caduta della casa degli Usher
